La confessione di un giaciglio

scritto da Damon Carnaby
Scritto 23 ore fa • Pubblicato 2 ore fa • Revisionato 2 ore fa
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Autore del testo Damon Carnaby

Testo: La confessione di un giaciglio
di Damon Carnaby

Ancora una schiena
su di me —
l’ennesima
di un giorno
che ha sempre
l’odore
di umana sofferenza.

Muri anonimi
mi circondano
fin da quando ho memoria.

Io, che ho sorretto
la solitudine
di dolori abbandonati,
e di persone pazienti
che attendono il riscontro,
vivendo un’attesa
opprimente.

Ho sostenuto
il peso dei respiri deboli,
per poi percepirli
nell’attimo
del loro crollo.

E quelle mani —
fino all’ultimo
abbracciate a dita
che cadevano
senza forza.

Io,
unico testimone
di confessioni notturne
che nessun prete
potrà mai sentire.

Quando le luci sterili
infettano la quiete
che esiste oltre le porte,
e le pelli di ruga
guardano la soglia
sempre più distante.

Ora,
un medico mi spinge:
ancora una schiena,
un braccio dondola
oltre il mio perimetro
e batte su di me.

Ma poi
il battito
non c’è.

La confessione di un giaciglio testo di Damon Carnaby
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